Studio di fisica applicata dott. Giovanni Gavelli   

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Come ridurre i campi magnetici

 

  Raccolta di concetti balenghi della bioarchittettura (in rosso)

 

 

 

1)     Si devono avere efficienti prese e impianto di terra. Verificare che la resistenza di terra sia minore di 1,6 Kilohm.

 

E’ un aspetto importante ma squisitamente dal punto di vista della sicurezza. In realtà non è neanche detto che debba essere 1,6 kilohm. Bisogna che sia rispettata la legge ohmica tale che Rt * Id < 50 volt dove Rt è la resistenza di terra e Id la corrente di intervento dell’interruttore differenziale. Il significato di questa relazione è quello di fissare la tensione massima al di sopra della quale i sistemi di sicurezza devono intervenire. Dal punto di vista del campo magnetico è indifferente.

 

2)     Le masse di ferro devono essere collegate a terra in modo indipendente, ovvero direttamente dal pozzetto, e se possibile orientate nella direzione Nord –Sud.

 

Non è detto che debbano essere orientate nella direzione Nord-Sud,  se nell’ambiente non esistono campi magnetici non esiste motivo per non utilizzare masse metalliche o per orientarle in modi strani. Il ferro non genera spontaneamente campi magnetici. Inoltre il collegamento a terra è una prescrizione  di sicurezza per le scariche elettriche (e non correlato in generale con i campi magnetici) a volte discutibile per strutture metalliche come per esempio i letti: bisogna sperare che l’impianto di terra funzioni correttamente ovvero che venga rispettata la relazione precedente. Vi consigliamo la lettura del seguente articolo. 

 

Nuove superstizioni e pseudo scienze : I nodi di Hartman  (Gentile concessione CICAP)

 

3)     Il contatore dell’Enel va posizionato in un muro perimetrale o esterno.

 

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4)     Le colonne di alimentazione andrebbero fatte passare al lato sud dell’edificio in quanto i campi sono deflessi verso sud dal magnetismo terrestre.

 

Sarebbe meglio affermare che le colonne di alimentazione andrebbero poste lontano da zone dove si staziona per periodi prolungati. Il campo generato da una colonna di alimentazione 220V 10 A  a una distanza di circa 2,0 metri si riduce a 0,2 Micro Tesla .  Inoltre il campo magnetico terrestre è quasi statico con un valore medio di circa 26 Micro Tesla, nessuno ha mai pensato di cambiare pianeta...

 

Approfondimenti : il campo magnetico terrestre (Gentile concessione NASA)

 

 

5)     Gli impianti nelle stanze non dovrebbero mai essere ad anello, le cassette di derivazione devono essere messe lontano da letti o da luoghi in cui si staziona per molto tempo.

 

Possono essere anche ad anello, l’importante che i carichi in corrente siano limitati . (collegamente ad anello vedere caso 1)

 

6)     Mettere la fase nelle prese sempre nella stessa direzione.

 

Mettere la fase sempre nella stessa direzione non modifica il campo magnetico generato rispetto a fasi messe in modo casuale. Il campo magnetico è variabile e segue con proporzionalità diretta la corrente che varia in modo sinusoidale. Diverso è invece il discorso con le linee trifase, dove la configurazione delle fasi può essere importante.

 

7)     Usare disgiuntori bipolari di buona qualità e accertarsi che nella linea alimentata dal dispositivo non ci siano carichi nascosti che impediscano al disgiuntore di interrompere i carichi (TV in stanby, ecc..)

 

Il campo magnetico è generato dalla corrente che alimenta il nostro utilizzatore. Quanto il circuito è aperto ( interrutore chiuso) la corrente è zero e quindi anche il campo magnetico. Detto in breve la lampada sul nostro comodino quando è spenta non genera nessun campo magnetico. Per quel che riguarda il campo elettrico si può considerare nullo già a una distanza dell’ordine di 20 centimetri. Noi pensiamo che il dispositivo in questione sia completamente inutile. 

 

 

8)     Non collegare le prese in cascata ma ognuna ( il più possibile ) vada alla scatola di derivazione.

 

Il nostro studio effettua simulazioni per l’ottimizzazione  della geometria delle linee, quindi in linea di principio possono essere posizionate anche in cascata. Non esiste un impianto standard dal punto di vista geometrico, occorre fare un’analisi ad hoc. E comunque ribadiamo il fatto che il campo magnetico è prodotto da correnti elettriche e che quindi se i carichi non sono alimentati il campo è nullo.

 

9)      I trasformatori  sono una sorgente di campi magnetici intensa

 

Vero  a brevi distanze. La fortuna è che il campo, anche se intenso,  cala velocemente all’aumentare della distanza ( decine di centimetri per i trasfromatori BT delle lampade alogene) di conseguenza non è necessario metterli a 100 metri di distanza. Di seguito è riportato l’andamento dei valori di induzione magnetica generati da un trasformatore di potenza 2000 KVA (Cabina elettrica)

 

 

 

  11) Tenere la tv almeno a tre metri di distanza.

 

 Tre metri sono un po’ esagerati, il valore di 0,2 Microtesla  di solito, di fronte al televisore, è a circa ( nei casi peggiori) 1 metro. Di solito i campi più intensi si hanno dietro il televisore in quanto dipende dal trasformatore di alimentazione che comunque diminuisce molto rapidamente. La televisione andrebbe demonizzata per altri motivi.

 

 

Alcune rapide considerazioni pratiche su come limitare i campi magnetici

 

1.     Utilizzare cavi elicoidali (Avvolti a elica) l’impatto del campo magnetico è minore. Questa indicazione è utilizzabile con carichi limitati  e nei casi in cui ci siano molte  linee concentrate, per esempio nelle ciabatte che alimentano i computer negli uffici.

 

2.     Utilizzare dispositivi a basso consumo elettrico, il campo magnetico è direttamente proporzionale alla corrente.  Esistono lampade a bassissimo consumo elettrico, e una serie di elettrodomestici di classe A.

 

3.     Preferire impianti a 230 volt anziché impianti a 12 o 24 volt, basse tensioni vuol dire alte correnti, a parità di potenza. Questo vuol dire che gli impianti a 12 Volt come per esempio i faretti alogeni, generano campi più intensi se confrontati con impianti a parità di potenza con tensioni a 230 V.

 

 

4.     Utilizzare dispositivi rifasati. Come è noto dall’elettrotecnica, avere dei carichi che generano una potenza reattiva implica una circolazione di corrente inutile dal punto di vista fisico. Accertarsi che tutti i dispositivi siano rifasati ovvero che sia presente l’appropriato condensatore di rifasamento.

 

5.     I monitor LCD o al plasma non generano campi magnetici (di fronte al video). Per chi staziona per più di quattro ore davanti al monitor di un computer questi dispositivi sono i più consigliati. Per esempio in questo momento chi scrive è sottoposto a un campo pari a 0,5 Misco Tesla.

 

6.     Se proprio si vuole è possibile progettare gli impianti in base a indicazioni fisico-geometriche per la limitazione di potenze elettriche e per la riduzione dei campi legati alla geometria delle linee. Lo studio Gavelli esegue simulazioni numeriche, tramite software dedicato realizzato in conformità con la norma CEI 211-4 , di circuiti elettrici  ottimizzando l’impatto elettromagnetico degli impianti.

 

7.     Fare in modo che ogni linea sia costituita da “andata “ e “ritorno” nella stessa canalizzazione. Questo riduce il campo emesso in quanto all’esterno dei conduttori avviene un processo simile all’interferenza distruttiva.   

 

 

Esempio di soluzioni circuitali

 

 

Caso 1 :  Carico alimentato secondo lo schema di figura, linee indipendenti.

(AD ANELLO)

 

 

 

Questa configurazione produce un campo magnetico elevato  in quanto la linea è geometricamente indipendente ovvero un conduttore isolato genera un campo magnetico maggiore rispetto a una linea con andata e ritorno a distanza limitata.

 

Caso 2 :  Carico alimentato da linea con andata e ritorno vicine.

 

 

 

 

Confronto tra la sezione A e sezione B

 

  

       

 

 

Argomento collegato  :  Schermare i campi magnetici

 

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