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Come ridurre i campi magnetici |
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1) Si
devono avere efficienti prese e impianto di terra. Verificare che la
resistenza di terra sia minore di 1,6 Kilohm. E’ un aspetto importante ma
squisitamente dal punto di vista della sicurezza. In realtà non è neanche
detto che debba essere 1,6 kilohm. Bisogna che sia rispettata la legge ohmica
tale che Rt * Id < 50 volt dove Rt è la resistenza di terra e Id la corrente
di intervento dell’interruttore differenziale. Il significato di questa
relazione è quello di fissare la tensione massima al di sopra della quale i
sistemi di sicurezza devono intervenire. Dal punto di vista del campo
magnetico è indifferente. 2) Le
masse di ferro devono essere collegate a terra in modo indipendente, ovvero
direttamente dal pozzetto, e se possibile orientate nella direzione Nord
–Sud. Non è detto che debbano essere orientate
nella direzione Nord-Sud, se
nell’ambiente non esistono campi magnetici non esiste motivo per non
utilizzare masse metalliche o per orientarle in modi strani. Il ferro non
genera spontaneamente campi magnetici. Inoltre il collegamento a terra è una
prescrizione di sicurezza per le
scariche elettriche (e non correlato in generale con i campi magnetici) a
volte discutibile per strutture metalliche come per esempio i letti: bisogna
sperare che l’impianto di terra funzioni correttamente ovvero che venga
rispettata la relazione precedente. Vi consigliamo la lettura del seguente
articolo. Nuove superstizioni e pseudo
scienze : I nodi di Hartman
(Gentile concessione CICAP) 3) Il
contatore dell’Enel va posizionato in un muro perimetrale o esterno. Nessun commento 4) Le
colonne di alimentazione andrebbero fatte passare al lato sud dell’edificio
in quanto i campi sono deflessi verso sud dal magnetismo terrestre. Sarebbe meglio affermare che le colonne
di alimentazione andrebbero poste lontano da zone dove si staziona per
periodi prolungati. Il campo generato da una colonna di alimentazione 220V 10
A a una distanza di circa 2,0 metri
si riduce a 0,2 Micro Tesla . Inoltre
il campo magnetico terrestre è quasi statico con un valore medio di circa 26 Micro Tesla, nessuno ha mai pensato di
cambiare pianeta... Approfondimenti : il campo
magnetico terrestre (Gentile concessione NASA) 5) Gli
impianti nelle stanze non dovrebbero mai essere ad anello, le cassette di
derivazione devono essere messe lontano da letti o da luoghi in cui si
staziona per molto tempo. Possono essere anche ad anello,
l’importante che i carichi in corrente siano limitati . (collegamente ad
anello vedere caso 1) 6) Mettere
la fase nelle prese sempre nella stessa direzione. Mettere la fase sempre nella stessa
direzione non modifica il campo magnetico generato rispetto a fasi messe in
modo casuale. Il campo magnetico è variabile e segue con proporzionalità
diretta la corrente che varia in modo sinusoidale. Diverso è invece il
discorso con le linee trifase, dove la configurazione delle fasi può essere
importante. 7) Usare
disgiuntori bipolari di buona qualità e accertarsi che nella linea alimentata
dal dispositivo non ci siano carichi nascosti che impediscano al disgiuntore
di interrompere i carichi (TV in stanby, ecc..) Il campo magnetico è generato dalla
corrente che alimenta il nostro utilizzatore. Quanto il circuito è aperto (
interrutore chiuso) la corrente è zero e quindi anche il campo magnetico.
Detto in breve la lampada sul nostro comodino quando è spenta non genera
nessun campo magnetico. Per quel che riguarda il campo elettrico si può
considerare nullo già a una distanza dell’ordine di 20 centimetri. Noi
pensiamo che il dispositivo in questione sia completamente inutile. 8) Non
collegare le prese in cascata ma ognuna ( il più possibile ) vada alla
scatola di derivazione. Il nostro studio effettua simulazioni per
l’ottimizzazione della geometria
delle linee, quindi in linea di principio possono essere posizionate anche in
cascata. Non esiste un impianto standard dal punto di vista geometrico,
occorre fare un’analisi ad hoc. E comunque ribadiamo il fatto che il campo
magnetico è prodotto da correnti elettriche e che quindi se i carichi non
sono alimentati il campo è nullo. 9) I trasformatori sono una sorgente di campi magnetici intensa Vero
a brevi distanze. La fortuna è che il campo, anche se intenso, cala velocemente all’aumentare della
distanza ( decine di centimetri per i trasfromatori BT delle lampade alogene)
di conseguenza non è necessario metterli a 100 metri di distanza. Di seguito
è riportato l’andamento dei valori di induzione magnetica generati da un
trasformatore di potenza 2000 KVA (Cabina elettrica)
11) Tenere
la tv almeno a tre metri di distanza. Tre metri sono un po’ esagerati,
il valore di 0,2 Microtesla di solito,
di fronte al televisore, è a circa ( nei casi peggiori) 1 metro. Di solito i
campi più intensi si hanno dietro il televisore in quanto dipende dal
trasformatore di alimentazione che comunque diminuisce molto rapidamente. La
televisione andrebbe demonizzata per altri motivi.
1. Utilizzare
cavi elicoidali (Avvolti a elica) l’impatto del campo magnetico è minore.
Questa indicazione è utilizzabile con carichi limitati e nei casi in cui ci siano molte linee concentrate, per esempio nelle
ciabatte che alimentano i computer negli uffici. 2. Utilizzare
dispositivi a basso consumo elettrico, il campo magnetico è direttamente
proporzionale alla corrente. Esistono
lampade a bassissimo consumo elettrico, e una serie di elettrodomestici di
classe A. 3. Preferire
impianti a 230 volt anziché impianti a 12 o 24 volt, basse tensioni vuol dire
alte correnti, a parità di potenza. Questo vuol dire che gli impianti a
12 Volt come per esempio i faretti alogeni, generano campi più intensi se
confrontati con impianti a parità di potenza con tensioni a 230 V. 4. Utilizzare
dispositivi rifasati. Come è noto dall’elettrotecnica, avere dei carichi che
generano una potenza reattiva implica una circolazione di corrente inutile
dal punto di vista fisico. Accertarsi che tutti i dispositivi siano rifasati
ovvero che sia presente l’appropriato condensatore di rifasamento. 5. I
monitor LCD o al plasma non generano campi magnetici (di fronte al video).
Per chi staziona per più di quattro ore davanti al monitor di un computer
questi dispositivi sono i più consigliati. Per esempio in questo momento chi
scrive è sottoposto a un campo pari a 0,5 Misco Tesla. 6. Se
proprio si vuole è possibile progettare gli impianti in base a indicazioni
fisico-geometriche per la limitazione di potenze elettriche e per la
riduzione dei campi legati alla geometria delle linee. Lo studio Gavelli
esegue simulazioni numeriche, tramite software dedicato realizzato in
conformità con la norma CEI 211-4 , di circuiti elettrici ottimizzando l’impatto elettromagnetico
degli impianti. 7. Fare
in modo che ogni linea sia costituita da “andata “ e “ritorno” nella stessa
canalizzazione. Questo riduce il campo emesso in quanto all’esterno dei
conduttori avviene un processo simile all’interferenza distruttiva. Esempio
di soluzioni circuitali Caso 1 : Carico alimentato
secondo lo schema di figura, linee indipendenti. (AD
ANELLO)
Questa configurazione
produce un campo magnetico elevato in
quanto la linea è geometricamente indipendente ovvero un conduttore isolato
genera un campo magnetico maggiore rispetto a una linea con andata e ritorno
a distanza limitata. Caso
2 : Carico alimentato da linea con
andata e ritorno vicine.
Confronto tra la sezione A
e sezione B
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